ECCELLENZA / «Noi “vecchi” dovevamo fare meglio». Parola di capitano

27 Aprile 2018
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A due giorni dalla gara in casa del Saluzzo, parla Riccardo Romani: «Adesso siamo chiamati a onorare gli ultimi impegni stagionali, lo dobbiamo a chi compone questa splendida società»

Da allenatore a capitano. Viassi sceglie di passare la palla (e il telefono), Romani la controlla (e risponde). Tocca, quindi, al numero 10 azzurro presentare la penultima gara della stagione, quella in casa del Saluzzo.

Ma più che parlare del match di domenica, il capitano torna un po' indietro con la mente. Forse perchè, con sei punti a disposizione e quattro lunghezze di ritardo dal quinto posto, l'ultimo (forse) utile per i playoff, è il primo a sottolineare che «si tratta di un traguardo difficilissimo, a questo punto del campionato». La matematica non condanna gli azzurri, il capitano un po' sì.

E lo fa partendo da qualche rimpianto: «Ci sono sei punti persi che pesano tantissimo e mi riferisco, parlando dell'ultimo periodo, alle sconfitte casalinghe con Chisola e Pinerolo. Senza dimenticare i due pareggi con Rivoli e Union BussolenoBruzolo, ma credo siano soprattutto quelle due gare a pesare, troppo....».

Rimpianto è una delle parole più usate anche dal tecnico Viassi nell'ultimo periodo, nonostante una stagione difficile sotto tanti aspetti.

Ma che cosa è davvero mancato quest'anno?
«Ne abbiamo parlato all'interno dello spogliatoio proprio questa settimana. Credo sia mancata un po' di convinzione, di consapevolezza nei nostri mezzi. La squadra è giovane, è vero, ma questa non può essere una scusante: potevamo fare molto di più».

E si mette in prima linea, come è richiesto a ogni buon capitano, prendendosi tutte le responsabilità: «Noi “vecchi” dovevamo fare meglio, ma non solo dal punto di vista tecnico, anche dal punto di vista caratteriale ed emotivo. Dovevamo trasmettere ai giovani più positività e più convinzione, invece siamo mancati in questo e, di conseguenza, i risultati e l'attuale classifica sono al di sotto delle aspettative di tutti. Anche delle nostre».

Finchè la matematica non condanna, è giusto continuare a sperare. Qual è, però, il vero obiettivo di questo finale di stagione?

«Onorare al massimo i due impegni che mancano. Ci sono persone, in questa società, che ogni giorno ci trattano come dei re, ci fanno trovare tutto pulito e pronto, la domenica preparano il pranzo, si preoccupano dei nostri spostamenti. É innanzitutto a loro che dobbiamo massimo rispetto ed è per loro che dobbiamo chiudere al massimo. Perchè questa non è una squadra da ottavo posto...». 

Domenica in casa del Saluzzo sarà tutt'altro che semplice, perchè gli uomini di Rignanese sono in piena lotta per difendere (almeno) il terzo posto. Nell'ultima giornata, invece, a Fossano arriverà la Pro Dronero, che con un risultato positivo domenica può festeggiare in anticipo la vittoria del campionato. «La classifica la guarderemo solo dopo l'ultimo minuto dell'ultima gara. Adesso conta soltanto onorare questa maglia e il lavoro di una società intera».

Parola di capitano. Che ci mette la faccia, nello spogliatoio. E la voce, al telefono.

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